Un blog a disposizione dei 9/11 Truth Seekers come spazio virtuale dove aggregare le indagini e gli articoli dei differenti ricercatori in un unico contenitore.
Come tutte le persone sono solo un essere umano, e quindi passibile di errori e fraintendimenti.
Quindi, al fine di ridurre il più possibile tali inevitabili infortunui, per tutti i miei articoli cerco di basarmi il più possibile sulla documentazione disponibile in rete (documentazione della quale fornisco i link per verificarla di persona), possibilmente ricorrendo il più possibile a documentazione ufficiale o suoi diretti rimandi.
Nel caso in cui, magari anche solo grazie alla disponibilità di nuova documentazione, mi accorga di errori: non ho mai fatto spallucce e ho sempre provveduto a segnalare gli errori in cui sono incorso, correggendoli. Ciò non significa che non me ne siano mai sfuggiti (si fa qual che si può), invito quindi i lettori nel caso siano loro a notarne, di segnarmeli (accompagnati da documentazione che supporti la correzione).
Invito inoltre tutti i lettori a non prendere nulla per oro colato delle mie parole, senza aver provveduto a verificare di persona le fonti da me citate.
10/1/12: ATTENZIONE, viste le nuove informazioni disponibili sugli ACARS (alcuni screenshots delle specifiche ARINC 618, e la pubblicazione dei log ARINC da parte di Warren Stutt, il mio case-study sugly ACARS di UA93 risulta datato e per alcuni aspetti anche di fondamentale importanza, superato. Ho provveduto quindi a ritirarlo momentaneamente dalla circolazione.
10/12/11: il blog è nuovamente aperto.
12/3/10: il blog chiude. Solo gli utenti registrati possono accedere alla lettura.
13/02/10: un pò di restyling grafico, alcune modifiche al codice del blog, aggiunta della licenza Creative Commons, aggiunta di controlli citazioni e copie
13/02/10: aggiunto nell'area di download, un comodo template per archivare le informazioni e facilitare le proprie future ricerce [direct link]
09/02/10: Un pò di restyling del blog, e aggiunta la possibilità di chattare
29/12/09: Riorganizzati alcuni articoli:
verificate e aggiornate i links, grazie.
Note per gli autori del blog
A questo LINK è a disposizione in download, il manuale per una corretta gestione e utilizzo di questo blog.
Tutti gli Autori che postano sul blog sono cortesemente pregati di scaricarlo e leggerlo.
Un 'addendum' riguardo la telefonata di Peter Hanson: anche la 9/11 Commission sapeva dei 4 secondi di troppo...
Nota introduttiva Questo post è un addendum a questo articolo in merito all'impossibilità che Peter Hanson stesse telefonando, dall'aereo che si schiantò sulla Torre Sud.
Addendum A differenza del precedente articolo dove analizzando 'l'anomalia della durata della telefonata di Hanson, dicevo che l'informazione sui tempi della telefonata eran stati presentati nel processo Moussaoui, e quindi si sarebbe potuto anche pensare che un simie dato non fosse stato prima a disposizione dei membri e dei commissari della 9/11 Commission, tale informazioneinvece era perfettamente nota alla 9/11 Commission ( esattamente come per i messaggi ACARS [ scaricabili a questo LINK ] ).
A questo LINK infatti, è disponibile il "Memorandum For The Record - Department of Justice briefing on cell and phone calls from UA Flight 175" del 13 Maggio 2004 tra agenti del FBI e i membri del Team 7 della Commissione.
In tale occasione, oltre alle informazioni contenute nel MFR ( 'memorandum for the record" ), gli agenti si sono anche premurati di fornire alla Commissione lo spreadshhet intitolato "UA 175 GTE Airfone Records". Tale documento [ lo spreadsheet è reperibile a questo LINK o, in un altra release QUI] contiene tutte le informazioni sensibili riguardo tutte le telefonate ( data, ora, modalità di chiamata, durata, etc etc e anche la RBS ID, ovvero la Radio Based Station cioè la stazione radio a terra che ricevette le chiamate ).
Proprio sui campi "RBS ID" ( Radio Based Station Id ) e "RBS ID LCP" ( Radio Based Station Id Last Call Path ), varrebbe la pena soffermarsi un attimo. infatti, nel MFR in oggetto, è scritto che: il campo RBS è 'blank', vuoto, perchè 'nessuna delle telefonate durò abbastanza tempo da aver necessitato di essere "handed off" ( passate secondo un protocollo ) da una Radio Based Station ad un'altra.
Per la telefonata di Hanson, ipotizzando una media di velocità di crociera per i tre muinuti di telefonata di 600 Mph, vorrebbe dire che la RBS che gestì la telefonata, avesse una copertura di almeno una 50 di kilometri ( 600 Mph = 965 Kmh; in 3 minuti l'aereo dunque avrebbe coperto una distanza di una cinquantina di km ) Non sono disponibili al 'pubblico' sufficienti informazioni per sapere se questo corrisponda al vero o meno, nè sono in grado di sapere quante e dove sone le RBS nella zona 'sorvolata da UA175, ma il valore così ottenuto, almeno a prima vista, non solleva dubbi di congruietà.
Conclusioni Come scritto anche nel precedente articolo, la localizzazione di UA175 tramite i messaggi ACARS e l’impossibilità che Hanson abbia continuato a parlare al telefono con suo padre per ben 4 secondi dopo che l’aereo si era già schiantato contro la Torre Sud, vorrebbe dire:
- che la telefonata di Hanson sia falsa? NO. Assolutamente no - che Hanson non si trovasse a bordo di un aeroplano mentre effettuava la la telefonata? NO. Assolutamente no. - che nessun aereo si schiantò contro la Torre Sud? NO. Assolutamente no.
Però, anche a fronte del fatto che nessun Ente governativo o para governativo si sia assunto la responsabilità di pubblicare un documento ufficiale, come invece è prassi che avvenga in casodi disastri, per dimostrare che i rottami di aereo ritrovati, effettivamente corrispondano a quelli degli aerei che le VU ci indicano ( corrispondenze con i serial numbers ), altrettanto significa che l’aereo in comunicazione con Ed ballinger, dal quale Hanson chiamò suo padre, non era lo stesso aereo che impattò tragicamente la Torre Sud alle 09:03:11 dell’undici settembre 2001.
UA175: la durata della telefonata di Peter Hanson abbinata ai messaggi ACARS del volo, sono un pesantissimo chiodo nella bara delle VU!
E così, mentre ancora oggi c'è chi 'disquisisce' di 'teoria no-planes', ecco che analizzando le prove presentate al processo Moussaoui ( telefonata di Peter Hanson ) e i messaggi ACARS intercorsi con UA175, un altro pesantissimo chiodo si va a conficcare nella bara delle Versioni Ufficiali.
Con la voce dell'ufficialità del 9/11 Commission Report, ci viene certificato che il volo 'UA175' si schiantò contro la Torre Sud del WTC alle ore 09:03:11 dell' undici settembre 2001. [ Fonte: 9/11 CR, "the hijacking of United 175", pag 8 ]
Sempre con l'ufficialità del 9/11 Commission Report, ci viene certificato che il passeggero Peter Hanson, poco prima dello schianto, effettua una seconda chiamata a suo padre, Lee Hanson.
Senza entrare minimamente nel merito delle parole dette nella telefonata, è importante fare comunque notare ciò che la 9/11CR esplicitamente riporta, ovvero che: "la telefonata terminò bruscamente" ( "the call ended abruptly" ) [ Fonte: 9/11 CR, "the hijacking of United 175", pag 8 ]
inizio chiamata: 09:00:03 durata chiamata 192 secondi, ovvero 00:03:12
Se sommiamo il tempo della durata della chiamata al ora alla quale iniiò, scopriamo ovviamente a che ora la telfonata terminò 'abruptly', ovvero 09:00:03 più 00:03:12 uguale 09:03:15
Ops! Eppure è ufficialmente accertato che N612UA impattò alle ore 09:03:11
Come è possibile che il signor Hanson abbia continuato a parlare con suo padre, per ben 4 secondi dopo che l' UA175 delle VU si era schiantato contro la Torre Sud?
L'FBI ci garantisce che la chiamata sia stata eseguita da un airfone, e la contabilizzazione di tali chiamate, non è effettuata carta e penna da un operatore, ma bensì è un ben collaudato e certificato processo computerizzato.
L'FBI analizzando i log ha semplicemente riportato ora di inizio chiamata e durata della connessione.
E, scusate il gioco di parole, ma per avere una connessione tra due telefoni, è appunto necessario che entrambi siano connessi... se no, che connessione è? Inoltre, essendo stato Hanson a chiamare, la durata della connessione, come normale che sia non foss'altro che per la contabilizzazione del costo della chiamata, fa proprio prioritariamente riferimento ai 'dati in uscita' ( passatemi il termine ), ovvero al 'chiamante'... lui chiama, lui paga!
E nemmeno risulta possibile, trattandosi del secondo impatto, ( pure seguito in presa diretta anche dalle televisioni! ) che non sia corretta l'ora ufficialmente riportata anche dalla 9/11 CR per l'impatto ( 09:03:11 ).
Quindi, di nuovo, come è possibile che Henson ancora stesse parlando con suo padre, ben 4 secondi dopo lo schianto?
Questo vorrebbe dire che il volo UA175 non esistesse? NO! Assolutamente no.
Questo vorrebbe dire che il signor Hanson non abbia effettivamente chiamato suo padre a quell'ora? NO. Non c'è alcuna ragione di credere che questo non sia avvenuto.
Ma questo dato, questa incongruenza dei 4 secondi, abbinata con le informazioni ( rilasciata ad anni di distanza dalla 9/11 CR ) contenute negli ACARS di UA175 [ alle 9:03 si trovava in volo dalle parti di Harrisburg, e alle 9:23 era ancora in volo, per la precisione, dalle parti di Pittsburgh ], ci dimostrano che per tale volo ( così come per UA93 ) esistesse almeno un suo "doppione" nei cieli dell'undici settembre quella mattina!
-= 9/11 was an inside job =- Per una nuova e indipendente indagine
dopo lo strano 'testimone' in T-shirt della Harley identificato come essere un attore professionista... ecco un video di 'testimoni' che invece sono: giornalisti!
In questo articolo precedente [ QUI ] ho dato notizia della possibile, probabile, altamente probabile identificazione di quel 'casuale' testimone in t-shirt della Harley, intervistato la mattina del 9/11, che a pochi minuti di distanza della tragedia, si esprime con termini, frasi e deduzioni che fin dal primo giorno hanno sollevato serissimi dubbi.
Credete che sia stato l'unico caso quella mattina? Ovvero: credete che tutti i giornalisti sguinzagliati attorno alla scena del crimine del 9/11 fossero tutti lì a fare il loro dovere ( documentare imparzialmente fatti )???
Se sì, e il caso del 'signor nessuno' che disquisisce di "temperature troppo elevate che non potevano che portare al cedimento strutturale delle torri" non vi basta per cambiare idea...
Ecco un'altro 'simpatico' video. Questa volta non è stato girato dalla Fox News, ma appare in un servizio della BBC... che 'inavvertitamente' registra giornalisti della Disney/ABC... e sono loro i 'personaggi' da seguire attentamente, visto che fanno direttamente che inventarseli in presa diretta i testimoni da intervistare... l'importante è dare ai telespettatori quello che 'si devono aspettare di ricevere': in questo caso panico e terrore ( compito assolutamente ben assolto dai media ).
[ Nota: i font utilizzati, sono leggermente 'fastidiosi' da leggere, ma... ci si abitua in fretta. PS: l'audio inizia dopo un pò, quando il video entra nel topic dell'argomento ]
9/11 “testimoni” e “interviste”:ovvero come battere il ferro fin che è caldo, anticipando addirittura quella che sarà la ‘storia’... però trattasi di un attore professionista!
Ve lo ricordate il “testimone” in t-shirt nera della Harley che il 9/11, intervistato a caldo da FOX NEWS, rilasciava queste dichiarazioni:
["...come out of nowhere and just ream right into the side of the twin tower, exploding through the other side...and then I witnessed both towers collapse, one first then the second, mostly due to structural failure because the fire was just too intense" ]
Insomma “un anonimo signor nessuno” in t-shirt, che a caldo già citava parole come’ structural failure’ e che già immediatamente giungeva a quelle conclusioni ( per nulla affatto evidenti ) che pompieri, agenzie governative e NIST dovevano impiegarci un bel po’ per trovare ‘risposta’: “failure because the fire was just too intense”.
Eppure, quel ‘singolare’ anonimo testimone subito già sapeva spiegare il perché e il percome del crollo delle torri ( ooooh! Il NIST lo dovrebbe assumere seduta stante uno così ‘perspicace’! Sai quanti soldi e tempo di simulazioni [ nel vero senso della parola ] e ‘calcoli’ gli avrebbe fatto risparmiare!!! )!
Ma, in quei momenti, con tutti i cittadini sotto choc, simili parole hanno certamente contribuito a instillare nelle menti dei telespettatori già dagli inizi un seme; seme che a posteriori(?) verrà paro paro 'certificato' dagli organi competenti!!!
Così come tutto il battage ‘pubblicitario’ [ qui, qui e qui ] di ripetere quasi fino all’infinito sempre le stesse immagini choccanti, così come le produzioni cinematografiche modello “united 93”, i libri e i merchandising, anche queste 'anonime' voci hanno rivestito una funzione: fare parte della Propaganda. Ovvero, indirizzare e abituare il pubblico. Fargli credere qualcosa ( di voluto da altri ). Indottrinarli. Del resto, l’intervista al tipo in t-shirt della Harley, non è stato l’unico caso. Qui sotto potete vedere un video che contiene, ad esempio, alcuni estratti di simili interviste e simili commenti, trasmessi a ridosso della tragedia. già mostrano una piena e totale ‘capacità di anticipare’ praticamente tutti quelli che saranno i capisaldi delle VU!!!
Ma torniamo al nostro simpatico omino in t-shirt della Harley, perché si tratta di un vero caso emblematico: testimone della tragedia appena capitata, delle migliaia di persone appena morte, in mezzo al dolore e allo spavento dei sopravvissuti, testimone oculare dei due simboli delle torri distrutti, presente sulla scena del più orrendo crimine avvenuto in America, con la probabile ansia che qualcosa ancora possa accadere, che un altro attentato possa arrivare improvviso... eppure con la ‘lucidità mentale’ di “argomentare” utilizzando parole come structural failure che, diciamocelo, non è che sono parole che nel dialogo di tutti i giorni si sentano citare spesso ( e che prima del 9/11, certamente, si sentivano ancora meno! )!!!
Fa strano, non trovate!?
Beh, adesso, c’è qualcuno che è convito diessere riuscito ad identificare questo ‘anonimo’ testimone. Vuoi vedere che... E sì! Guarda caso: si tratterebbe di un attore!!!
Ollallà! E che, non vi ricordate di quando ai tempi della prima invasione dell’Iraq, gli americani avevano fatto recitare la figlia dell'ambasciatore del Kuwait a Washington, spacciandola per un infermiera di un ospedale kuwaitiano, e costei raccontava di quanto gli irakeni fossero cattivi e che si divertivano ad ammazzare i bambini anche dentro le incubatrici?! Ve lo ricordate? Bene, si trattava di pura Propaganda. fantasia. Nulla di vero. Una recita a tutti gli effetti, voluta e commissionata al fine di sostenere e facilitare l'adesione di altri partner alla guerra in Iraq del 1991.
Va bene, dai, vi rinfresco un pò la memoria:
Quella che vedete nella foto è la finta infermiera, ovvero la figlia dell'ambasciatore del Kuwait a Washington; e la sua falsa testimonianza era stata architettata e redatta per il centro Rendon Group, da Michael K. Deaver, ex consigliere del presidente Reagan in materia di comunicazione.
Qualcosa in più in merito a questa lugubre messinscenala potete leggerlo QUI o QUI o QUI ad esempio.
Comunque, come dicevo, adesso sembra proprio che ci sia qualcuno che è riuscito ad identificare questo ‘misterioso signor nessuno in tshirt della Harley’. E dicevo: sorpresa!
E sorpresa sì, visto che dovrebbe proprio trattarsi niente popò di meno che di un attore professionista: Mark Adrian Humphrey!!!
QUI e QUI i link a chi è giunto all’identificazione.
Avrà ragione? Avrà torto? Guardate e lasciate giudicare i vostri occhi:
[ Cliccate sull'immagine per vederla a maggiore dimensione ]
Quello che posso e debbo ancora aggiungere è che: se effettivamente si tratta di della testimonianza di Mark Adrian Humphrey, ovvero se anche i vostri occhi vedono quello che le immagini mostrano, diventa altamente probabile che una tale testimonianza, la testimonianza di un attore professionista cioè, sia stata commissionata ( viste le parole utilizzate e le indicazioni ‘subliminali’ che fornivano, e visto che sotto la sua reale veste mai si è dichiarato ).
E, che fa un attore? Impara un copione ( scritto da altri ) e recita!
Se diamo per buono che così sia andata, ma volessimo comunque continuare a dare un pò di credito alle VU... vorreste farmi credere che l’abbia scritturato l'ex(?)-agente CIA Osama dal fondo di una grotta in Afganistan??? Ah beh! Allora magari può anche darsi che sia stato pagato con i soldi di quella famosa transazione di 100000 dollari ad Atta, del capo dell’ISI pachistana generale Mahmoud Ahmad ( pure casualmente in quei giorni proprio in america)! ;)
Parafrasando Tarpley e Sbancor, nei casi di operazioni false-flag il poco di verità che si può apprendere dai media, lo si può apprendere solo nelle immediatezze degli eventi, quando ancora tutti gli ingranaggi dell’infernale marchingenio della Propaganda non sono tutti in funzione a regime ( non tutti i giornalisti o i testimoni svolgono un ruolo attivo e senziente di ‘embebed’, anzi ).
Uno dei fattori che ha contribuito a rendere ancora più ermetici i rapporti sugli eventi del 9/11 risiede nella scarsa profondità con cui alcune cronologie sono state compilate e predisposte per la loro pubblicazione.
È distinguibile, dopo alcune analisi, una sistemazione discutibile ad esse apportata, dal punto di vista sequenziale che induce a concludere quanto debba necessariamente esserci stata la presenza di un coinvolgimento di una regia esterna che ne vagliasse a piacimento i contenuti prima della presentazione.
Un accomodamento così ambiguo, sottoforma di catena di misurati periodi semplici, composti in maggioranza da soggetto, predicato e complemento, non realisticamente legati tra loro, non potrebbe sennò avere altra spiegazione o alternativa, a meno che non si voglia ripiegare ancora sulla «teoria della negligenza».
E’ sufficiente incrociare poche testimonianze per rendersi conto se tali sunti abbiano o meno subito sostanziali ritocchi in ordine ad un’esposizione prestabilita fedele a vari ed eventuali compromessi di sorta concordati «a monte».
Si legga, a titolo di esempio, nel rapporto NCSTAR 1-8, tra le note, il richiamo alla testimonianza di Sheirer, direttore del centro-emergenze, in relazione alla presunta sua conferma per la quale egli avrebbe fornito, a dire del NIST che lo cita tra le note, un orario preciso dell’ordine di evacuazione dell’OEM.
In realtà Sheirer, tra le sue testimonianze(in cui ha fornito versioni palesemente diverse al pari di Giuliani, Rotanz ecc….), non si riferisce mai ad un orario approssimativo né, tantomeno, preciso. Da ciò che si può evincere leggendo le sue testimonianze, appare semmai evidente che l’ordine di evacuazione fosse stato da lui impartito, qualora fosse stato veramente lui a darlo, non «approssimativamente alle 9:44», ma entro il quarto d’ora massimo dall’impatto di UA-175 contro la torre sud avvenuto alle 9:03. Una squadra di E.M.S., l’unica tra le oltre 68 a raggiungere il centro-emergenze il 9/11, infatti ricevette l’ordine di evacuazione al massimo intorno alle 9:20, ed evacuò dall’OEM. Tale conclusione si ricava dal fatto che questa squadra aveva allestito per le 9:30 la «triage area» nella lobby di WTC7 al 3° piano, prim’ancora un OEM provvisorio sempre nella lobby del WTC7, prim’ancora si era consultata con Peruggia e prim’ancora aveva disceso venti piani a piedi dal 23° piano quando si trovava all’OEM, proprio quando ricevette l’ordine di evacuarlo a causa del (famigerato) falso allarme del «terzo aereo» in avvicinamento su New York…
Si conclude che ci debba essere stata una necessità prioritaria per spostare in avanti di almeno 25 minuti l’orario di evacuazione ufficiale dell’OEM e voler far credere così che fosse stato evacuato più tardi. Forse per far credere che Rudolph Giuliani, «Sindaco d’America», fosse ben saldo al suo posto durante l’emergenza, forse per altri motivi…
In questo articolo viene riportato un periodo di tempo in cui si sono verificati alcuni avvenimenti omessi, negati o distorti illegittimamente dai rapporti del NIST, ossia da quell’unico organo responsabile, tra quelli accreditati per le indagini, che avrebbe dovuto offrire una spiegazione per il sospetto crollo del WTC7.
La location in cui viene determinato questo periodo si colloca nella zona immediatamente a nord del WTC a circa 120 metri di distanza dalla torre nord, ossia là dove era situato l’Edificio 7…
Introduzione
Alle 10:28 la torre nord crolla scagliando con traiettorie ad arco una parte delle proprie macerie a ridosso del WTC7.
Il rapporto NIST NCSTAR 1-9 (vol. I) riferisce che il «crollo» della torre sud avvenuto alle 9:59 non comportò conseguenze dal punto di vista strutturale per il WTC7, poiché al di fuori della sua portata, mentre il «crollo» delle 10:28 ne conseguì in maggioranza sulla facciata sud, ovvero quella parte dell’edificio più esposta alla traiettoria di parte delle macerie in caduta.
Detti danni strutturali vennero subiti principalmente da alcune aree delle facciate esterne dell’Edificio 7 e consistevano principalmente in uno squarcio, quasi verticalmente perfetto, corrente per oltre un terzo dell’altezza circa della facciata sud dell’edificio(47 piani), un cedimento parziale di uno spigolo dell’angolo di sud-ovest per una decina di piani circa dal piano 8° al 18° e vari altri squarci e fori d’entrata minori localizzati sempre sulla facciata sud. La descrizione di alcuni danni è stata fornita al NIST unicamente attraverso le testimonianze dei soccorritori che entrarono nel WTC7. Per stessa ammissione del NIST non arrivarono più in alto dell’ottavo, nono piano…
Un ampio schema piano per piano dei danni subiti dal WTC7 è visibile nel rapporto NCSTAR 1-9(da pag. 184 del doc.). Va altresì considerato che a conferma di quanto si legga sul citato rapporto non vi siano fotografie specifiche della facciata sud del WTC7 a corroborare tutte le descrizioni schematiche esposte e che il NIST ha finora sempre negato qualsiasi richiesta FOIA vertente il rilascio di tali evidenze.
Così, mentre i soccorritori scampati ai «crolli» delle torri gemelle aspettavano che la nuvola di denso fumo si diradasse dalla zona, alcuni eventi si distinsero tra quelli che interessarono maggiormente l’area del WTC7 e propriamente il WTC7…
Video di un’esplosione
E’ l’elemento che permette di dare un inizio alla sequenza di eventi scaturiti nella mezz’ora successiva al «crollo» della torre nord. L’interrogativo era dato dalla sistemazione temporale precisa dell’esplosione in funzione di un inserimento nella cronologia di quel giorno.
Il calcolo dell’orario in cui si verificò l’esplosione era necessario al fine di stabilire l’esistenza o meno di conferme valide in relazione alle decisioni prese dai soccorritori poiché queste, finora, apparivano slegate o fini a se stesse.
Un utente, noto in rete con lo pseudonimo di 'tuttle' e competente in fotografia, ha disposto un’analisi delle ombre visibili nel video. Tale analisi ha determinato un orario coincidente con un altro orario pubblicato su un documento stilato da un reparto del dipartimento dei vigili del fuoco di New York.
Analisi delle ombre – calcolo dell’orario in cui avvenne l’esplosione (a cura di 'tuttle')
L'analisi delle ombre è stata ottenuta attraverso l'uso di dati GIS connessi ad un modello 3D dell'intera area di Manhattan, ottenuto dal database USGS (roof + base data) e scaricati e convertiti attraverso alcuni applicativi del pacchetto ARCGIS.
Questo ha permesso di avere, all'interno del modello di visualizzazione, la giusta polarizzazione dell'area (heading) con l'esatta posizione del sole per quell'area geografica ed in quel preciso momento. I dati di posizione del sole vengono calcolati dall'applicazione 3D di visualizzazione, in base ai dati geografici inseriti, e sono stati verificati - come test incrociato - attraverso il sito del NOAA.
La posizione della fotocamera di render è stata ottenuta triangolando diversi scatti fotografici dell'area che hanno permesso di identificare esattamente la posizione visibile all'interno del video ove si sente l'esplosione.
Render dell'area generale, con indicata la posizione visibile nel fotogramma analizzato.
Collage di fotogrammi del video che mostrano la medesima area.
Una prima videata di render, che mostra le ombre ottenute settando il programma alle ore 10:34. In alto nel fotogramma altri dati inseriti, riferiti al sole.
Una vista dall'alto.
Un render finale, che mostra la proiezione delle ombre, compatibile con la serie di fotogrammi video analizzati.
L’EMS è un reparto dedicato al soccorso medico e non preposto primariamente all’evacuazione o alla risposta ad una minaccia in corso come lo furono, per esempio, PAPD(Port Authority) o FDNY(Fire Department) il 9/11.
Le autorità governative americane hanno rilasciato una parte di documenti relativi ad alcune delle agenzie che presero parte ai soccorsi del World Trade Center. Una di queste è il reparto E.M.S. (Emergency Medical Service) del Dipartimento Antincendio di New York(FDNY). In seguito a richiesta FOIA è stata ottenuta la cronologia delle loro comunicazioni: la sequenza secondo-per-secondo copre il periodo dell’intera giornata del 9/11 fino a parte della successiva.
Ciò che interessa è sapere se un evento esplosivo sia riportato in un orario intorno a quello calcolato da Tuttle, se ci siano state conseguenze e, in caso positivo, quali siano.
Per la determinazione dell’accuratezza con cui un orario è riportato nella crono-E.M.S. è necessario stabilire il tempo di risposta con cui le comunicazioni vengono riportate rispetto all’orario effettivo in cui si è verificato un dato evento. Rintracciando le righe in cui è rilevato, per esempio, un avvenimento accertato, nell’orario, come il «crollo» della torre nord e individuando la differenza di orario rispetto alle 10:28 in cui è avvenuto, si deduce che necessariamente si deve tener conto di un periodo di ritardo...
Periodo in cui si consolida il rilevamento del «crollo» della torre nord:
Tale periodo inizia dalle 10:32:56 e termina alle 10:33:42. Il rilievo del ritardo nella cronologia degli E.M.S. è misurabile quindi nell’ordine dei cinque minuti, dovendo necessariamente valutare che questo ritardo è dato per un evento d’importanza primaria ed eccezionale rispetto a tutti gli altri e che a confronto con il periodo di consolidamento del «crollo» della torre sud questo ritardo è quasi dimezzato.
Se l’esplosione udita nel video è avvenuta alle 10:34:05 ne consegue che aggiungendo un ritardo approssimativo di cinque minuti si dovrebbe rilevare un evento esplosivo intorno alle 10:39.
E.
…alle 10:40:15 un’esplosione è stata rilevata.
Considerando che l’esplosione all’interno di un edificio(«BLDG EXPLOSION») è sicuramente un avvenimento secondario rispetto al «crollo» di un edificio di oltre quattrocento metri, che le comunicazioni radio degli apparecchi difettosi in dotazione ai pompieri e ai loro reparti quella mattina subirono numerose interferenze soprattutto in prossimità dei momenti dei «crolli», che la nube di denso fumo si stava lentamente diradando permettendo le operazioni di soccorso e che l’attenzione degli addetti all’emergenza era al culmine della sensibilizzazione è plausibile ritenere che la costituzione di questo tempo di ritardo debba addebitarsi anche a tali fattori appena elencati.
Il calcolo dell’orario in cui avvenne l’esplosione può per cui collocarsi con una certa sicurezza, alle 10:34, anche se, sulla cronologia degli E.M.S., viene riportato con poco più di sei minuti di ritardo...
Potrebbe essere…
Non essendo indicato all’interno della crono-E.M.S. da quale edificio provenga l’esplosione, i detrattori potrebbero speculare che si trattasse di qualsiasi altro edificio dell’area non interessante specificatamente WTC7, o che l’esplosione potesse essere riconducibile a falsi allarmi, o a scoppi di condutture del gas e/o serbatoi di combustibile contenuti in questo o in altri edifici nelle vicinanze, ma…
Tale evento non può essere attribuito ad un falso(procurato) allarme come per il caso dell’allarme-bomba che fece evacuare gli addetti ai soccorsi, ancora verso nord, mentre erano riuniti all’edificio Stuyvesant High School, all’estremo ovest della North End Avenue(500 metri di distanza circa ad ovest del WTC7), dopo il «crollo» della torre nord. E non può considerarsi un falso allarme in quanto il termine «BLDG EXPLOSION» sancisce di fatto che un evento è avvenuto ed è stato rilevato come esplosione proveniente distintamente da un edificio e non risultano precisazioni successive in merito. Il video, attraverso l’audio, e l’analisi delle ombre, con il calcolo dell’orario, contribuiscono ad evidenziare, come abbiamo visto, un’ulteriore conferma…
Nel caso delle fughe di gas, nella crono-E.M.S., queste sono rilevate anche in relazione a precisazioni successive, in ordine a falsi allarmi procurati, come per quanto concerne appunto l’allarme-bomba all’edificio Stuyvesant, divenuto poi una presunta fuga di gas, in seguito smentita(!)…
Per quel che concerne gli impianti di emergenza contenenti il carburante, scorrendo i due volumi del rapporto NCSTAR 1-9(vol. 1) e il rapporto NCSTAR 1-1J(Fuel System) si evince, dalle descrizioni degli schemi dei danni piano-per-piano del WTC7 e dai disegni degli impianti di emergenza, che, nell’orario in oggetto(intorno alle 10:30-11:00), cioè a seguito degli impatti delle macerie provenienti dal crollo della torre nord, questi danni strutturali non avrebbero potuto interessare quei piani fuori terra in prossimità dei quali erano alloggiate le cisterne di emergenza, se non in riferimento ad un generatore, di una serie di tre al settimo piano, lontano dal suo serbatoio di approvvigionamento e non avrebbero potuto interessare i serbatoi sotto-terra poiché, anche dopo il crollo della torre nord, la gente, per mettersi in salvo, passava attraverso la passerella di collegamento pedonale tra le torri e il WTC7, accedeva alla lobby situata al piano terzo di WTC7 e attraverso le scale mobili, al momento bloccate per ragioni di sicurezza, arrivava al piano terra percorrendo i «loading dock» di carico/scarico merci dell’edificio, dove al disotto erano collocati i grandi serbatoi ausiliari…
Nemmeno dai serbatoi della Con Ed, la centrale elettrica posta al piano terra del WTC7, potrebbe essere provenuta l’esplosione, dal momento che continuò a funzionare fino a poco dopo le 16: 00 del pomeriggio e venne disattivata a distanza…
Non potrebbero essere stati gli esplosivi/munizioni conosciuti, immagazzinati nei sotterranei del WTC6, visto che questi vennero recuperati integri a seguito della tragedia. E non potrebbero essere stati serbatoi contenuti negli altri edifici circostanti dal momento che non ne risulta traccia utile alcuna circa un’eventuale relazione all’esplosione tra le notizie e i rapporti disponibili…
Conseguenze
Dalla crono E.M.S., a seguito della rilevazione dell’esplosione, non parrebbe, a prima vista, di scorgere ulteriori riferimenti specifici diretti all’esplosione stessa. Anche se successivamente, si riscontrano alcuni avvertimenti che, incrociati con le testimonianze individuali e le «news» televisive, riconducono inevitabilmente al coinvolgimento del WTC7.
Nella cronologia, a seguito della rilevazione dell’esplosione si parla di un’area instabile, del necessario spostamento dei soccorritori in una zona più sicura (ad ovest o indistintamente verso nord rispetto alla parte del WTC considerata più a rischio) e di allontanarsi in qualsiasi direzione.
Queste indicazioni portano a concludere che non si trattasse di un pericolo conseguito da un allarme specifico o di natura, per così dire, «convenzionale» o derivante dalle conseguenze dell’accumularsi della pila di macerie creatasi, o da veicoli i cui serbatoi fossero esplosi, o dallo sviluppo di un tremendo incendio generatosi in WTC5, bensì, circoscritta nell’immaginario collettivo dei soccorritori una zona specifica alla quale si attribuì la provenienza di un ulteriore pericolo per la loro incolumità fisica, che si trattasse di qualcosa di inconcepibile e inimmaginabile implicante però, necessariamente, uno spostamento di massa rapido dalla zona circostante il WTC7 dove in molti si trovavano. Questa zona potrebbe essere rappresentata con un cerchio che ha come suo centro il WTC7 e per diametro Vesey Street.
Testimonianze
Tra le testimonianze disponibili, note sono le «Oral Histories»: 503 resoconti di soccorritori pubblicati in rete dal New York Times a seguito di un lungo appello FOIA contro il NIST. Non costituiscono la totalità di tutti i resoconti, ma ne dovrebbero rappresentare circa la metà. Un po’ meno note sono le «PAPD interviews»(Port Authority) anche queste ottenute a seguito di richiesta FOIA…
Tra queste testimonianze e altre individuali disponibili in rete risulta confermato che i soccorritori, già entro la mezz’ora successiva dal «crollo» della torre nord, riportarono che WTC7 avrebbe dovuto in qualche modo subire un imminente collasso.
Già dopo poco tempo che l’edificio risultò coinvolto per le macerie scagliate su di esso, si intese che fosse potenzialmente a rischio di crollo, nonostante gli incendi non erano ancora così sviluppati, come lo saranno con il passare delle ore di inoperatività da parte dei pompieri a causa della bassa pressione dell’acqua nelle condutture, e nonostante l’unica causa utile sarebbe stata l’entità dei danni strutturali. Anche se, come dichiarato invece da altri, tali danni non avrebbero presagito alcun pericolo di collasso imminente, né parziale né totale anche molte ore dopo le note conseguenze generate dalle macerie.
Tra le testimonianze si possono leggere estratti che ripercorrono quanto detto fin qui...
Bohack: - […] five world trade this building here was fully involved. […] We started getting water on the fire on this fucking building. - Was that seven? - No seven was here - Okay - (inaudible) That wasn’t on fire
- […] WTC5, quest’edificio qui era interamente avvolto.[…] Cominciammo a gettare acqua sul fuoco di questo fottuto edificio. - Era il WTC7? - No, WTC7 era qui - Okay - (inascoltabile) Quello non era in fiamme
Le foto pubblicate dal rapporto del NIST denotano che gli incendi al WTC7 cominciarono ad essere rilevati fotograficamente dalle 12:10 in poi.
Mellarango: - A few minutes after that, a police officer came up to me and told me that the façade in front of Seven World Trade Center was gone and they thought there was an imminent collapse of Seven World Trade Center. I felt the location we were at, was too close to Seven World Trade Center. So we advised citywide we were moving the staging area to North End and Greenwich Street. - Okay. - At North End and Greenwich Street we established -- myself and Lieutenant Eppinger from Battalion 08. - Approximately what time was this that you moved? - Probably around 11, 11:30.
- Alcuni minuti dopo un ufficiale di polizia venne da me e mi disse che la facciata frontale del WTC7 aveva ceduto e loro immaginavano che ci fosse un imminente collasso del WTC7. Mi resi conto che la posizione in cui eravamo era troppo vicina al WTC7. Così avvertimmo «citywide» che ci stavamo spostando verso il «punto di raccolta» tra North End e Grenwich Street. - Okay - Ci stabilimmo tra North End e Greenwich Street -- io e il lt. Eppinger del battaglione 08. - Approssimativamente che orario era questo in cui ti sei spostato? - Probabilmente intorno alle 11:00, 11:30
Massa: «There were reports coming over the radio that there was secondary device in Stuyvesant High School that there was major gas leak and to evacuate the area everybody turned around and started heading north.»
Dalla radio arrivavano segnalazioni di un ordigno secondario alla Stuyvesant High School, che c’era un’importante perdita di gas e di evacuare tutti. Tutti quanti ci voltammo e cominciammo a dirigerci verso nord.
Massa descrive ripetitivamente per diverse pagine una lunga attesa dell’»imminente crollo» di WTC7.
Connolly: Poco prima del «crollo» della torre nord Connolly aveva sentito un uomo gridare da dietro una porta e cerca in tutti i modi di sfondarla per congiungersi a lui. Mentre la nube di fumo si propagava Connolly si trova al piano strada nei pressi di un’uscita di servizio del WTC7: We're not sure, you don't know what to think. Is it an explosion? Is the building starting to settle and forcing the door out? We didn't know. And then as the door opened up the fireman that was calling me was on the other side of the door. Somehow he forced the door and was pulling us into the space, into the -- now basically into the belly of 7 World Trade…
Non eravamo sicuri, non sapevamo cosa pensare. E’ un esplosione? L’edificio stava cominciando a cedere, e spingeva la porta verso l’esterno? Non si capiva. Poi la porta si è aperta e il pompiere che mi stava chiamando era davanti a me/noi. Era riuscito in qualche modo a scardinare la porta, e ora ci stava tirando nello spazio, nel-- praticamente nel ventre del wtc7.
Warner: La torre nord è appena crollata. Subito dopo alcuni soccorritori raggiungono il WTC7 dove vedono, a quello che gli sembra il piano 8°, delle persone intrappolate(probabilmente o Barry Jennings e Michael Hess al piano 8° o Peter Mulroy al piano 7°, tutti e tre rimasti intrappolati nell’edificio). Cercano di accedere all’edificio ma raggiungono soltanto il piano 2°: «He made numerous attempts to try and open the lock. It failed. We were alerted to evacuate the building by lt Scullion end lt. Frazier.»
«Fece diversi tentativi per provare ad aprire la serratura. Venimmo avvertiti di evacuare l’edificio dal lt. Scullion e dal lt. Frazier.»
Sappiamo con certezza che Barry Jennings e Michael Hess sono stati liberati tra le 11:00 e le 11:30, dati l’orario dell’intervista di Michael Hess rilasciata il 9/11 e l’analisi fatta da Ryan. Ma in questo estratto non si parla della loro liberazione, non avvenuta per opera di Warner. L’orario in cui si può quindi collocare l'evacuazione dei soccorritori dal WTC7 si avvicina quindi ancora intorno alle 11:00 della mattina.
Da «Papd interviews»: «We continued our efforts until the combination of dust, smoke and secondary explosion along with reports of gas main leaks, bombs, small arms and buildings about to collapse forced us to again relocate further nord on west street»
«Abbiamo continuato i nostri sforzi fino a quando l’insieme di polveri, fumo ed esplosioni secondarie, unite alle notizie di fughe di gas, di bombe, di armi leggere e di edifici che stavano per crollare ci ha obbligato a riposizionarci ancora più a nord sulla West St.»
Da «Papd interviews»: «I arrived shortly after the collapse of the 2nd tower and as I approached the area, many people were running from the collapsed building. At Vesey St. and West St. I could see that 7 WTC was ablaze and damaged, along with other buildings. Accompanied by other rescuers, we attempted to search for the survivors at the site of the collapse. A While later, an NYFD supr. approached and ordered the rescuers away from the area because 7 WTC was in danger of collapse also.»
«Arrivai poco dopo il collasso della seconda torre e come raggiunsi l’area, alcune persone stavano correndo via dalla zona dove era collassata. Tra Vesey st. e West st. ho potuto vedere che WTC7 era in fiamme e danneggiato, insieme agli altri edifici. Accompagnato da altri soccorritori, tentammo di recuperare i sopravvissuti sul sito del collasso. Un momento dopo, un ufficiale(supr.) ci raggiunse e ordinò ai soccorritori di allontanarsi dall’area perché anche WTC7 era a rischio di collasso.»
Craig Bartmer: "I walked around it (Building 7). I saw a hole. I didn't see a hole bad enough to knock a building down, though. Yeah there was definitely fire in the building, but I didn't hear any... I didn't hear any creaking, or... I didn't hear any indication that it was going to come down.[…]»
«Ci camminai intorno(WTC7). Vidi un buco. Non vidi un buco così grave a tal punto di buttare giù un edificio, nonostante. Si, infine c’erano degli incendi nell’edificio, ma non sentii nessun… Non sentii nessun cedimento, o… Non udii nessuna indicazione che sarebbe venuto giù.[…]»
Fellini: «So for the next five or six hours we kept firefighters from working anywhere near that building, which included the whole north side of the World Trade Center complex. Eventually around 5:00 or a little after, building number seven came down.»
«Così per le cinque, sei ore successive sospendemmo le operazioni dei pompieri da qualsiasi parte nei dintorni di quell’edificio, che includeva l’intero lato nord del complesso del WTC. Possibilmente intorno alle 5:00 o poco dopo, l’»edificio 7» venne giù»
Jennings: «All this time, I'm hearing all types kinds of explosions. […] …but I'm still hearing these explosions. […] …this big giant police officer came to me. And he says "you have to run!" I said "I can't run my knees are swollen." He said "you'll have to get on your knees and crawl than!" He said "because we have reports of more explosions."
«Per tutto questo periodo, stavo sentendo tutti i tipi di esplosioni. […] …ma io stavo continuando a sentire queste esplosioni. […] …questo gigante ufficiale di polizia venne da me. E disse «devi correre!». Io gli dissi «non posso correre le mie ginocchia sono gonfie». Lui disse «devi andartene anche strisciando!». Disse «perché abbiamo rapporti di più esplosioni».
Gli estratti riportati si riferiscono a due periodi: uno è relativo al momento in cui Jennings era ancora intrappolato nel WTC7 e l’altro al momento dell’avvenuta liberazione. Liberazione che è da ricondurre ad un periodo compreso tra le 11:00 e le 11:30.
Preavviso di crollo
...a pochi minuti di distanza dal crollo della torre nord, la considerazione dell’imminente crollo di WTC7, non colpito da un aereo scagliato alla velocità di 800 km/h, laddove gli incendi appena generati non erano gravi e i danni non erano accertati o comunque discutibili in riferimento alla tenuta strutturale dell’edificio, appare del tutto fuori luogo e ingiustificata se associata unicamente a questi fattori.
Per rendere l’idea di cosa significhi edificio a rischio di crollo, il Murrah Federal Bulding, teatro della strage di Oklahoma City nel 1995, permette di considerare un aspetto determinante a seguito dell’attentato esplosivo subito. Nonostante il paragone tra le due tipologie di costruzione non reggerebbe un istante poiché una era in acciaio (WTC7) e l’altra in cemento armato(Murrah) e un edificio era alto circa cinque volte (WTC7) rispetto l’altro, il confronto dal punto di vista statico merita sicuramente di essere invece analizzato più a fondo. Assurdamente, infatti, se per WTC7 la «colonna 79» sarebbe stata a dire del NIST l’origine del cedimento della struttura è vero inversamente che per il Murrah Building una colonna fu quella che sostenne l’intero edificio rimasto a rischio di collasso imminente, per oltre un mese prima che venne buttato giù con poco meno di una settantina di chilogrammi di esplosivo da demolizione:
«In quell'edificio, c'era letteralmente una sola colonna rimasta in tutta la costruzione. Quando mio padre è giunto sul posto, c'era un uomo che stava cercando di spostare con cura i detriti fuori dal palazzo, per trovare i corpi. E mio padre ha detto, "Fermati. Se si sposta quel mucchio di trenta centimetri in più, l'intero edificio verrà giù."» (Stacey Loizeaux – Demolition Inc.)
Apprendendo che il NIST ha offerto come spiegazione del «collasso» totale del WTC7 l’»indebolimento degli elementi a seguito di esposizione prolungata al fuoco incontrollato e al conseguente cedimento della colonna «79»», ci si chiede come si sia potuto ritenerlo comunque a rischio di collasso imminente entro la mezz’ora da quando rimase soltanto danneggiato, anche strutturalmente, e senza che fossero ancora calcolati i danni alla struttura, quando poi invece crollò, a dire del NIST, per una concatenazione di cause improbabili e imprevedibili susseguitesi contemporaneamente, e principalmente attribuite agli incendi, sei ore e mezza circa più tardi.
Un confronto rapido con il preavviso di crollo avuto per le torri gemelle mette in evidenza un altro aspetto determinante: a stabilire il pericolo di collasso di WTC1 e WTC2 non furono i pompieri o la Polizia ma probabilmente un ingegnere del Department of Buildings che si trovava al WTC a discutere circa i danni causati dagli aerei ai due edifici. E’ nella lobby del WTC7 e dalle parole dell’E.M.T. John Peruggia si appura:
«At that point I went back into the building. I was in a discussion with Mr. Rotanz and I believe it was a representative from the Department of Buildings, but I'm not sure. Some engineer type person, and several of us were huddled talking in the lobby and it was brought to my attention, it was believed that the structural damage that was suffered to the towers was quite significant and they were very confident that the building's stability was compromised and they felt that the north tower was in danger of a near imminent collapse.»
«A quel punto ritornai nell’edificio(WTC7). Stavo discutendo con Mr. Rotanz e, credo, quello che poteva essere un rappresentante dal «Departments of Buildings», ma non ne sono sicuro. Una persona tipo un ingegnere, molti di noi stavano discutendo animatamente nella lobby e venne portato alla mia attenzione che si credeva che i danni strutturali subiti dalle torri erano abbastanza significativi e che loro erano molto confidenti nel fatto che la stabilità strutturale fosse compromessa e che pensavano che la torre nord fosse in pericolo o vicina ad un collasso imminente.»
Il periodo in cui questo colloquio è avvenuto dovrebbe collocarsi approssimativamente tra le 9:40 e le 9:55. Tale orario è approssimativo considerando che Peruggia arriva al WTC7 intorno alle 9:15-9:20, ordina l’allestimento della «triage area» nella lobby, e questa viene approntata per le 9:30(NIST e EMS Response). Ne ordina un’altra al piano terra, esce dall’edificio e si consulta con i suoi colleghi… A questo punto rientra nella lobby e si trova con Rotanz e l’ingegnere. E’ necessariamente a sessanta minuti circa dal momento in cui AA-11 colpì la torre nord alle 8:46.
Ciononostante il preavviso di collasso specifico relativo alla torre nord risultò poi totalmente sbagliato. Nessuno dei soccorritori raggiunse mai le zone d’impatto degli aerei, mentre le uniche descrizioni fornite limitatamente ai danni strutturali visibili dall’esterno, si ottennero soltanto attraverso gli elicotteri della polizia in volo stazionario nei pressi delle sommità delle torri.
Premessa tale previsione fallata(infatti la torre sud crollò prima della torre nord), tali conclusioni vennero comunque diramate in relazione a ciò che «collasso di un edificio» significasse prima del 9/11 e non in relazione al significato che oggi gli si è attribuito.
Un collasso di un edificio infatti era inteso come crollo parziale o progressivo che non aveva nulla a che vedere con ciò che poi accadde alle tre torri. «Collasso progressivo globale(o totale)» è il nuovo termine pseudo-scientifico coniato introdotto infatti a seguito del 9/11…
McGlynn, parlando di una delle due torri gemelle:
«Any time I've heard of a collapse, it was never an entire building like this turned out to be."
«Ogni volta che sentii di un collasso, non era mai un intero edificio com’è risultato essere questo.»
Carletti:
«I turned to Tommy and I said, Tommy, this building is in danger of collapse. In my opinion, I didn't think there was going to be a catastrophic collapse..."
«Mi voltai verso Tommy e dissi, Tommy, quest’edificio è in pericolo di collasso. Tra me e me, non pensai che ci sarebbe stato un collasso catastrofico»
Non ci si aspettava che l’edificio crollasse totalmente neanche a crollo avvenuto, anche se, il 9/11, la zona circostante e il quartiere intero vennero evacuati urgentemente per il rischio dell’imminente crollo di WTC7 alle 11:00 della mattina.
Un crollo che sostanzialmente a giudicare l’ampia area di sicurezza voluta avrebbe dovuto interessare evidentemente tutto l’edificio. Tutto ciò, quando ancora nessun ingegnere o addetto alla verifica dei danni strutturali era entrato nell’edificio, gli unici danni riscontrabili non erano visibili a causa di una spessa coltre di fumo generata a seguito del crollo della torre nord e la facciata danneggiata era avvolta anch'essa da denso fumo proveniente da essa.
...ma Sunder, capo-investigatore del NIST, a seguito della pubblicazione del rapporto definitivo sul collasso di WTC7, ha dichiarato, in maniera generalizzata, ad una trasmissione radio in cui era invitato Graem MacQueen, che la mattina del 9/11 «un ingegnere» reputò il WTC7 a rischio.
Tuttavia nel rapporto NCSTAR 1-9, questo fatto, se vero, è clamorosamente omesso. In tale rapporto infatti si parla soltanto di una valutazione superficiale delle condizioni di WTC7 effettuata all’una di pomeriggio da una squadra di tre persone: due membri del FDNY e un rappresentante dell’OEM. Riescono ad accedere a diversi piani finché, sentito un «forte rumore» all’ottavo o al nono piano, il più alto che raggiunsero, decisero di evacuare l’edificio… (pagg. 299-300).
Nel NCSTAR 1-9, dalla pagina 297 del documento, vengono descritti i momenti immediatamente successivi ai crolli delle torri. Non si trova nessun riferimento relativo ad un imminente pericolo di collasso, così come l’unico riferimento ai danni strutturali è espresso attraverso queste parole: «Comunque, come la nube si stava diradando, diventò evidente che WTC7 aveva sostenuto dei danni che richiedevano attenzione»(pag. 299).
Scorrendo le pagine del NCSTAR 1-9 si arriva al paragrafo inerente al periodo di tempo compreso tra le 11:02 e le 14:30 circa. Ma è soltanto alle 13:00 che si comincia ad intravedere un rischio di collasso per l’edificio nell'immaginario collettivo dei soccorritori.
In ultima analisi il NIST dichiara che alle 14:30 i pompieri «decisero di abbandonare completamente l’edificio» a sé stesso e che l’ordine finale fu quello di evacuare l’intera zona circostante… (pag. 303)
Il NIST quindi omette di riportare qualsiasi riferimento incentrato sul fatto che già intorno alle 11:00, ben 3 ore e mezza prima del primo orario di evacuazione, per così dire «ufficiale», WTC7 e la zona circostante dovettero essere evacuati.
Va evidenziato tuttavia come il NIST, nel tentativo di insinuare con quale totale naturalezza si temesse il collasso di WTC7, riporti certe testimonianze. Uno dietro l’altro vengono riportati ordinatamente degli estratti ripresi dai resoconti di: Ferran, Hayden, Lund, Boyle, Rohan e un altro soccorritore non specificato da cui vengono estrapolate delle loro opinioni personali circa la gravità dei danni e la loro preoccupazione riguardante gli incendi…
Nonostante tali pareri riportati in totale siano sei, nessuno determina come conclusione un qualsiasi tipo di collasso totale, anche se nell’annunciare tali estratti, il NIST, poco righe sopra avesse scritto che a causa di tali danni "i pompieri pensarono che l’edificio stesse per collassare»(pag. 300, in fondo).
L’analisi di Graeme MacQueen, «Waiting for seven», riporta invece sette soccorritori, rintracciati tra le Oral Histories, che invece giudicano in qualche modo a rischio di collasso il WTC7. Sette, su un totale di sessanta resoconti.
Ma come capita di poter leggere anche in altre testimonianze riferite al WTC7, coloro i quali avevano espresso simili opinioni reputavano che una concausa di tale conseguenza potesse essere amplificata dall’effetto del carburante contenuto nei serbatoi e nelle cisterne situate ai piani fuori-terra…
Carburante che sappiamo venne poi in maggioranza recuperato, anche se alcune cisterne, ad onor del vero, vennero trovate vuote, nonostante risultassero però inesplose, e di cui abbiamo appreso direttamente dal NIST che non ha giudicato utile avvalersene quale elemento determinante a cui addebitare il crollo di WTC7...
A prescindere comunque dal rapporto definitivo del NIST sul WTC7, e a quanto stabilito in relazione all’energia sprigionata dal carburante contenuto nei serbatoi, la FEMA nel capitolo 5, aveva scritto:
«Although the total diesel fuel on the premises contained massive potential Energy, the best hypotesis has only a low probability of occurrence»
Anche se il carburante diesel totale nei locali conteneva energia potenziale voluminosa, la migliore ipotesi avrebbe solo una minima probabilità di avvenimento.
Nella loro totalità tuttavia tali dichiarazioni riportanti un rischio di crollo costituiscono una percentuale inferiore di fronte ad una maggioranza di altri loro colleghi che espressero invece scetticismo nei confronti del collasso totale anche se avrebbero ragionevolmente accettato di buon grado un collasso parziale.
In «Waiting for seven», a titolo di esempio, vengono riportati gli estratti di una decina di soccorritori scettici, tra quelli rimasti, riguardo al collasso totale: McGlynn, Murray, Carletti, Chiafari, Cooke, DeMarco, Dixon, Grabher, Guidetti. Due di loro, McGlynn e Carletti, sono riportati sopra.
Esclusi i sette confidenti in qualche modo nel collasso totale e tre che non hanno espresso un parere preciso i rimanenti erano tutti scettici riguardo il collasso totale.
Questa è la maggioranza... silenziosa.
Il NIST quindi ha sostenuto un’opinione partigianesca, attraverso al strumentalizzazione di un certo tipo di testimonianze creando una versione a sfavore di una presentazione realistica, non avendo messo in relazione anche i giudizi opposti espressi da una maggioranza di altri soccorritori.
Risulta quindi chiaro, così facendo il NIST, che si sia portati a pensare che il rapporto, o almeno una parte di esso, è una versione platealmente di parte in sostegno dell’assunto fantastico che l’aspettativa di collasso di un edificio fosse una cosa quanto mai banale o ovvia nell’immaginario di tutti i soccorritori.
Volendo comunque sforzarsi di credere alle dichiarazioni del NIST, non si può fare a meno di notare che la solidità delle sue conclusioni si possa mantenere tale soltanto fino a quando ci si collochi virtualmente a qualche ora di distanza dal crollo di WTC7.
Se ci si porta alle 11:00 della mattina, quando ancora i danni e gli incendi non erano individuati, la solidità del NIST, presunta nei rapporti citando una minoranza di interpretazioni personali dei soccorritori, decade immediatamente.
Essendo però il particolare dell’evacuazione del WTC7 omesso del tutto e non essendo in nessun modo menzionato il pericolo suscitato dall’edifico intorno alle 11:00, è come minimo legittimo concludere che il NIST, nei suoi rapporti del 9/11, abbia mentito.
Avendo mentito il NIST, è chiaro che non si possa parlare di una sua versione realistica, e irreprensibile da qualsiasi punto di vista in riferimento a quella fornita, perciò diventa plausibile la considerazione che l’evacuazione della zona circostante WTC7 fosse avvenuta alle 11:00 a causa di esplosioni udite distintamente dai soccorritori e che le esplosioni interessarono WTC7 direttamente.
Conferme di esplosioni
- News:
L’orario del servizio riporta le 11:07. Un’esplosione, secondo il reporter, è avvenuta intorno alle 10:45, un’altra esplosione intorno alle 11:00, ma entrambe vengono alternativamente equivocate per il collasso di un edificio di una cinquantina di piani. E WTC7 era un edificio di 47 piani…
"[J]ust two or three minutes ago there was yet another collapse or explosion. I'm now out of sight, a Good Samaritan has taken me in on Duane Street. But at a quarter to 11, there was another collapse or explosion following the 10:30 collapse of the second tower. And a firefighter who rushed by us estimated that 50 stories went down. The street filled with smoke. It was like a forest fire roaring down a canyon."
«Appena due o 3 minuti fa c’è stato un altro collasso o esplosione. Ora mi sono allontanato, un Buon Samaritano(?) mi ha accompagnato a Duane St. Ma un quarto alle 11:00, c’è stato un altro collasso o esplosione in seguito al collasso della seconda torre (avvenuto) alle 10:30. Un pompiere che è passato di corsa diceva che secondo lui erano crollati 50 piani. La strada si è riempita di fumo, sembrava l’incendio di una foresta che viene giù ululando lungo un canyon.»
- Film: «Day of disaster» – Steve Spak:
Steve Spak fotografo autorizzato alle riprese di «Ground Zero»girò lo spezzone in cui si sente un’esplosione qualche minuto dopo il «crollo» della torre nord. Si trovava all’incrocio tra Fulton St. e la Broadway, a 350 metri circa dal WTC7. Una distanza doppia rispetto all’esplosione del video analizzato sopra.
Estratto dal film «Day of disaster»:
Sebbene su "youtube", in una presentazione di questo video, si neghi che l’esplosione provenga da WTC7, un fortunoso quanto rapido confronto avuto direttamente con Steve, ha determinato che invece tale dichiarazione attribuitagli non era del tutto corretta, eccezion fatta per quel che concerne l’ordine temporale.
Qui di seguito un botta e risposta specifico con lui riguardante la provenienza, da lui intuita, dell’esplosione:
Stuarthwyman: «Did you intended in some way from wich direction the explosion come from?»
Steve Spak: «The sound of the explosion came from the direction of the WTC after the collapses of the WTC coming from somewhere near the North Tower & 7WTC.»
- Hai inteso in qualche modo da quale direzione provenisse l’esplosione?
- Il suono dell’esplosione giungeva dalla direzione del WTC, dopo i collassi del WTC(torri), proveniente da qualche parte vicino alla torre nord e al WTC7.
Necessariamente o questa esplosione era quella udita anche dai pompieri sulla Murray st., o era un’altra ancora. In ogni caso era comunque un’esplosione anch’essa confermata attraverso un’ennesima testimonianza…
Sintesi
Alla luce dei dati esposti risulta evidente che l’11 settembre al World Trade Center siano avvenuti dei fatti innegabili: - A seguito del crollo della torre nord più esplosioni sono avvenute al WTC
- Una di queste esplosioni è accertabile attraverso quattro livelli diversi di conferme contemporaneamente: filmato video/audio, calcolo dell’orario attraverso l’analisi delle ombre, documento del reparto EMS e servizio televisivo
- L’esplosione di cui l’analisi sopra e quella ripresa da Steve Spak sono avvenute entrambe pochi minuti dopo il crollo della torre nord
- Le esplosioni sono state distintamente udite e percepite come chiaro presagio di pericolo da parte dei soccorritori
- Tali esplosioni non risultano poter essere ricondotte a falsi allarmi, scoppi di serbatoi ausiliari, fughe di gas, esplosivi immagazzinati in edifici adiacenti ecc.
- Dalle testimonianze disponibili risulta che almeno anche le esplosioni contribuirono ad indurre i soccorritori ad effettuare un’evacuazione di massa intorno alle 11:00
- Intorno alle 11:00 nonostante gli incendi non fossero così importanti WTC7 venne fatto evacuare perché dichiarato a rischio di collasso imminente
- Alle 11:07 un servizio televisivo riporta due volte, in alternativa ad un’esplosione, il collasso di un edificio di una cinquantina di piani: WTC7 ne aveva 47
- Una preponderante maggioranza dei pompieri non si aspettava un collasso come quello poi avvenuto
Se da una parte è possibile stabilire delle certezze, da un’altra le dichiarazioni del NIST sollevano ulteriori dubbi circa la credibilità dei suoi rapporti. Qui di seguito ne propongo alcuni, a mio avviso, fondamentali:
- Come poteva essere che entro la mezz’ora dal crollo della torre nord, si concludesse già che WTC7 era a rischio di collasso imminente nonostante gli incendi non erano ancora sviluppati e i danni strutturali appena subiti erano contenuti e circoscritti a superfici localizzate della facciata sud e non ancora determinati?
- La conclusione che intorno alle 11:00 WTC7 sarebbe crollato era dipesa da un’associazione di interpretazioni per i precedenti crolli formulata istintivamente dai soccorritori o era invece la percezione di un pericolo reale derivato dall’aver avvertito chiaramente esplosioni provenienti dal WTC7?
- Qual è l’orario approssimativo della mattina in cui l’ingegnere, indicato da Sunder alla trasmissione radio, ha espresso la previsione di collasso imminente per WTC7?
- Come mai sul rapporto NCSTAR 1-9 non ve n’è traccia alcuna di questo importante giudizio fornito da un professionista esperto?
- Perché in tutti i rapporti del NIST non sono descritte le esplosioni che sono state chiaramente udite dai soccorritori, segnalate nelle «news», riprese in vari video e accertate nei documenti dei reparti di soccorso?
- Perché, in tutti i rapporti del NIST, manca totalmente la descrizione della natura di queste esplosioni?
- Perché i rapporti del NIST non riportano apertamente che alle 11:00 l’edificio venne dichiarato a rischio di crollo tanto che se ne richiese l’evacuazione oltre che di esso di un’ampia zona circostante?
- Perché il NIST ha tenuto conto soltanto di un certo tipo di testimonianze, tra l’altro, non corroboranti gli assunti stessi postulati dagli esperti che ebbero redatto il rapporto NCSTAR 1-9?
12 domande, dodici punti che a gran voce chiedono una nuova commissione di indagine: questa volta completa, autonoma, indipendente!
Ringraziando pubblicamente l' Autore per il lavoro svolto, pubblichiamo anche qui le "12 domande a chi sostiene la versione ufficiale dell' 11 settembre", perchè si tratta di un ottimo e ficcante riepilogo delle motivazioni principali per le quali è necessaria una nuova e realmente indipendente inchiesta sui fatti del 9/11 2001. Inchiesta che possa fare effettivamente luce sulle "anomalie" di quel giorno. Delle contraddittorie V.U non sappiamo che farcene al di là di etichettarle con il loro nome corretto, ovvero di una mera operazione di"whitewashing".
Qui di seguito i video delle domande ( e a seguire le stesse domande riportate come 'testo' )
PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
TERZA PARTE
... le domande per scritto...
Domanda # 1 : Perchè non è stato incriminato nessuno fra i responsabili del progetto e della costruzione delle Torri Gemelle, nè è mai stata nemmeno suggerita una responsabilità penale da parte loro?
Domanda # 2 : Che cosa ha causato le pozze di acciaio e metallo fuso, piegato le colonne senza incrinarle, continuando a bruciare per settimane sottoterra?
Domanda # 3: Sapete spiegare come sia accaduto che le leggi della fisica, che prevedono che un corpo in caduta segua la linea di minore resistenza, siano state aggirate in ciascuno dei tre casi?
Domanda # 4 : Visto che quel giorno non c'era vento forte, e siccome nessuno ha sparato all'aereo in volo, come è stato possibile ritrovare dei resti dell'aereo a 14 Km. dal luogo di impatto?
Domanda # 5 : Visto che l'aereo sembra essere scomparso in questa buca, come è stato possibile ritrovare e identificare tramite il DNA i resti di ogni singolo passeggero? E anche il 95% dell'aereo, fra le altre cose?
Domanda # 6 : Se l'aereo bianco era davvero un aereo privato, perchè Popular Mechanics ha usato prove falsificate per sostentare la propria affermazione?
Domanda aggiuntiva: Lo sapevi che sul luogo di impatto sono stati trovati i seguenti oggetti: un intero e riconoscibile documento di identità di un dirottatore. Il testamento, non strappato nè bruciato, di un dirottatore. Una ricevuta con il nome di un dirottatore. Il foto-ritratto di un dirottatore. Un coltellino appartenuto ad un dirottatore. Una ricevuta della lavanderia, con il nome di un dirottatore. La bandana, non bruciata nè strappata, di un dirottatore. Il passaporto di un dirottatore, con foto e nome chiaramente visibili?
Domanda # 7: Come può una persona che non abbia mai guidato un jet nella sua vita, sedersi ai comandi di un aereo da 100 tonnellate, e fare manovre ad alta velocità considerate praticamente impossibili da piloti con 30 anni di esperienza?
Domanda # 8 : Poichè volava raso-erba, potete spiegare come ha fatto l'imponente 757 a raggiungere la zona di impatto senza colpire gli ostacoli lungo il percorso? E perchè questi rulli di cavo elettrico non sono stati nemmeno fatti cadere dalla turbolenza generata sotto l'aereo a 900 Km./h.?
Domanda # 9-A : Perchè le ali dovrebbero essersi staccate in parte prima dell'impatto, e dove sono finite?
Domanda # 9-B : Dove è finita la coda, che si alza di 4 metri oltre la fusoliera, e perchè non ha lasciato segni sulla parete, nè ha rotto le finestre sopra il foro d'entrata?
Domanda # 9-C : Dove sono finiti i motori, che sembrano semplicemente scomparire nell'animazione della Purdue? Se sono entrati nell'edificio, puoi indicare i fori di entrata?
Domanda # 9-D : Puoi spiegare come fa un aereo senza ali e senza motori a volare in una foresta di colonne di cemento armato, quando un aereo con le ali e con i motori non riesce a farlo nemmeno in una foresta di alberi?
Domanda # 9-E : Se l'aereo è diventato "quasi come un liquido", diventando "una palla di fuoco", al punto da scomparire nel nulla, puoi spiegare come sia stato possibile ritrovare i resti di tutti i passeggeri, e identificarli uno per uno con l'analisi del DNA?
Domanda aggiuntiva: Se questo è quello che è successo all’aereo, perchè David Dunbar, allora direttore di Popular Mechanics, ha affermto che il foro al terzo anello fu causato da un carrello di atterraggio? Esiste forse una risposta diversa di Popular Mechanics ogni volta che cambiano direttore?
Domanda # 10: Puoi spiegare come il cedimento di una sola colonna possa causare il crollo simmetrico dell'intero edificio, per il quale è necessario il cedimento di tutte le colonne nell'arco di poche frazioni di secondo una dall'altra?
Domanda # 11: Se il crollo di una struttura in acciaio a causa del fuoco non si era mai verificato prima, come hanno fatto così tante persone a prevederlo, con ore di anticipo?
Domanda # 12: Perchè pompieri e polizia dovrebbero usare termini come "saltare in aria", o "tirare giù", se stessero solo aspettando un crollo spontaneo?
Domanda aggiuntiva: Perchè secondo te tutte le domande precedenti non hanno mai trovato una risposta onesta negli ultimi otto anni?
Un ringraziamento a Massimo Mazzucco, autore originale dell'articolo.
Raccolta di 87 interviste, relative al 9/11, pubblicate dal NARA; unificate in un unico documento per l'agevolazione delle ricerche indipendenti.
Raccolta di 87 interviste, relative al 9/11, pubblicate dal NARA nella sezione "memoranda for the record", unificate in un unico documento per l'agevolazione delle ricerche indipendenti.